Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Le vittime...le conosciamo molto bene
brillano negli occhi quando baciano e parlano
Strani posti che non vediamo mai
ma tu sei sempre li
come un fantasma nei miei sogni
E continuo a dirti
di non fare, ti prego, quello che fai
quando lo fai
sono la tua marionetta
e sento stranamente la tua mancanza.
Amiamo e non lo diciamo mai
quello che mette il nostro cuore nel pozzo dei desideri
l'amore ci mette in una corrente:
o nuoti o anneghi,
e' sempre cosi'.
E continuo ad amarti,
e' l'unica cosa da fare;
quando gli angeli cantano
ci sono cose meravigliose:
posso regalartele?
tirare i fili delle emozioni
farsi un giro tra piaceri sconosciuti
sentirsi come un bimbo al buio
sperando che ci sia un qualche paradiso.
potrei sentirmi confortato dal tuo sorriso,
dammi la tua mano per un attimo
le vittime...le conosciamo bene
Mostra al mio cuore un po' di affetto
allontana i bisbigli
le vittime..le conosciamo bene...
Sole e nuvole
E no…non è il “mi piace viaggiare..” solito. È che viaggiare mi piace, mi rilassa, mi serve a dissipare i fumi nella mia mente, mi fa riscoprire canzoni dimenticate. Mi serve a passare un po’ di tempo con me stesso senza essere né poter essere disturbato.
Poi capita che inizi ad ascoltare canzoni d’amori un po’ struggenti…come “Io che amo solo te” cantata da Fiorella Mannoia (alla stessa canzone avevo già dedicato un post: vuol dire che mi piace proprio!), oppure “Lead the way” di Mariah Carey (che è una canzone bellissima, magari con un testo un po’ troppo “cuore/amore”), oppure ancora a “Le notti di Maggio” (che per me è una delle più belle canzoni mai scritte!)
E penso a tante cose: ma davvero tante…forse troppe…come dico sempre al mio amico Gio.
Negli ultimi due giorni mi sono venute in mente migliaia di immagini del mio passato; ripensando che alla fine ho avuto una vita davvero bella e intensa…fatta di alti e bassi certo, ma fatta di emozioni, indimenticabili amiche che per sempre saranno con me finchè avrò la facoltà di saperle ascoltare.
E i pensieri sono stati i più disparati: dalle passeggiate con la mia amica Sara per il lungomare, durante le quali scroccavo per lei le sigarette ai ragazzi (lei si vergognava, giustamente…eravamo due ragazzini!) , passando per le serate in riva al mare con tutta la compagnia, le onde che si infrangevano sulla battigia mentre parlavo con Carlo di tante cose anche importanti…cosa farai da grande…cosa farai adesso…(e pensare che adesso lui ha un figlio! Mamma mia come passa il tempo!!!), le giornate a scuola (sono andato a rileggere i giornalini della scuola…c’erano anche i miei articoli…mamma mia..ero/sembravo proprio un ragazzo un po’ inquadrato!!! meno male che sono cambiato!), i giorni a studiare per gli esami, i miei sogni e i miei giorni d’Amore (”ho avuto l’amore da poterlo toccare”…io posso dirlo senza paura d’essere smentito!).
E non so più cosa pensare di quello che credevo fosse il senso della vita, quel senso che ho cercato come Diogene da sempre, che mi sembra di aver capito non esistere e al tempo esistere in molteplici forme, ognuna della quali vive in ciascuno di noi con la medesima dignità d’essere: a volte ricasco in una specie di oscurantismo e mi angoscio, per fortuna riuscendo a tirarmi fuori dalla caverna che mi piace cosi spesso andare a visitare ma che nella quale ormai per fortuna so trovare subito la via d’uscita. E mi piace pensare che in effetti l’amore potrebbe essere una ragione di vita, un punto cardine attorno al quale costruire le piccole regole quotidiane da seguire. Ma spesso la paura che tutto si dissolva come se iniziasse un incubo mi atterrisce: smetto quindi di sognare e di volare in alto per paura di cadere e farmi troppo male.
E vivo quindi in questo saliscendi di sensazioni, in questa altalena un po’ pericolosa da cui non riesco a scendere. Ma mi rendo conto che sono fin troppo fortunato a poterci essere salito, e ad essere in grado di rendermi conto che ci sono sopra. E di non essere solo.